Concetti - Lotta e Difesa
Il Centenario Sionista



Lotta e Difesa

di Nily Kadary


Il Conflitto Arabo - Israeliano (dal 1948)

La Guerra d'Indipendenza.

La Guerra d'Indipendenza, conosciuta anche come Guerra di Liberazione, dura dalla fine del novembre 1947 al luglio 1949. Si divide in due fasi distinte.

La prima fase inizia il 30 novembre, il giorno seguente quello in cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la spartizione della Palestina (vedi Risoluzione ONU 29.11.1947), e termina il 15 maggio 1948, l'ultimo giorno del Mandato Britannico.

La seconda fase comincia proprio l'ultimo giorno del Mandato Britannico e termina il 20 luglio 1949, con la firma dell'ultimo degli Accordi per l'Armistizio, quello con la Siria. Nella prima fase che, come gia' detto, inizia il giorno successivo a quello della Risoluzione ONU per la Spartizione della Palestina, l'yishuv e le sue forze di difesa - la Haganah*- sono attaccate dagli arabi palestinesi, aiutati da volontari irregolari dei paesi arabi. Il 14 maggio 1948, il giorno precedente la scadenza del Mandato Britannico, il Concilio Nazionale si riunisce al Museo di Tel-Aviv e approva la proclamazione dell'Indipendenza, che sancisce la fondazione dello Stato d'Israele. (vedi anche David Ben-Gurion*)

Durante la notte tra il 14 ed il 15 maggio 1948, Tel-Aviv e' bombardata da aerei egiziani. Comincia cosi' la seconda fase della Guerra d'Indipendenza, in cui gli eserciti regolari di cinque stati arabi confinanti invadono il nuovo Stato d'Israele. Dal nord, est e sud giungono le armate di Libano, Siria, Irak, Transgiordania ed Egitto. (l'Arabia Saudita invia una formazione che combatte sotto il comando egiziano. Lo Yemen si considera in guerra con Israele, ma non invia forze militari).

La Guerra d'Indipendenza si protrae per piu' di 13 mesi. Israele paga un prezzo elevato: 4,000 soldati e 2,000 civili rimangono uccisi. Il costo finanziario e' anche pesante. Lo Stato Ebraico, in ogni caso, e' una realta' definitiva. Si estende su un'area di quasi 8,000 metri quadrati comparati ai circa 6,200 garantiti all'interno dei confini secondo lo schizzo del Piano di Spartizione

Accordi per l'Armistizio (1949)

Una serie di accordi bilaterali stipulati tra Israele ed Egitto (Rodi, febbraio 1949), Libano (Rosh HaNikra*, marzo 1949), Giordania (Rodi, aprile 1949) e Siria (Mahanaim, luglio 1949), pone fine alla fase militare della Guerra d'indipendenza.

I negoziati tra Egitto ed Israele cominciano a Rodi nel gennaio 1949. Le conferenze con il Libano e la Giordania iniziano nel marzo 1949 e con la Siria nell'aprile dello stesso anno. Ogni negoziato si conclude con la firma ufficiale di un Accordo d'Armistizio Generale.

I risultati dei negoziati sono:

Israele considera gli Accordi di Armistizio come patti di non aggressione tra le parti. Dall'altra parte, i governi arabi giudicano l'armistizio come un incidente di guerra, che lascia inalterati i loro diritti di belligeranza.

Il Conflitto Arabo-Israeliano 1949-1956

Mentre Israele pensa agli Accordi d'Armistizio come conclusivi di ogni stato di guerra, gli stati arabi continuano a considerarsi in guerra con lei. Rifiutano di riconoscere Israele o di negoziare la pace: la sola esistenza d'Israele e' giudicata un'aggressione, e la sua distruzione diventa uno scopo fondamentale della politica nazionale araba.

La Lega Araba conduce una guerra economica contro Israele che consiste, prima di tutto ed essenzialmente, nel boicottare totalmente Israele e i beni israeliani. Inoltre, la Lega Araba costituisce una organizzazione di boicottaggio per dissuadere le compagnie industriali e commerciali dallo stabilire relazioni economiche con Israele, minacciando l'esclusione dai mercati arabi. L'Egitto si pone alla guida del boicottaggio rifiutando il passaggio - attraverso il Canale di Suez e gli Stretti di Tiran - alle imbarcazioni e ai cargo appartenenti o destinati a Israele.

Gruppi terroristici arabo - palestinesi, detti "Fedayeen" ("combattenti suicida"), iniziano incursioni sistematiche contro la popolazione civile israeliana. I "Fedayeen" operano da basi localizzate in e controllate da Egitto, Libano e Giordania. Nel periodo tra il 1951 ed il 1956 piu' di 400 israeliani vengono uccisi ed oltre 900 sono feriti, come risultato delle infiltrazioni e degli attacchi dei "Fedayeen". Gli atti terroristici, sostenuti dalle nazioni arabe, portano infine allo scoppio della Campagna del Sinai.

La Campagna del Sinai - 1956

La Campagna del Sinai, conosciuta anche come Operazione Kadesh, dura otto giorni, dal 29 ottobre 1956, al 5 novembre 1956. La breve guerra tra Israele ed Egitto coincide in parte con la Campagna di Suez Anglo-Francese. La Campagna del Sinai viene promossa da Israele, come reazione alle crescenti attivita' terrosristiche dei fedayeen. Il Capo di Stato Maggiore dell' Esercito di Difesa Israeliano (EDI) e', in questo periodo, Moshe' Dayan. L'attacco anglo-francese al Canale di Suez e' causato dalla nazionalizzazione egiziana del Canale. Gli obbiettivi d'Israele sono: